mercoledì, marzo 28, 2007
martedì, marzo 27, 2007
Il deserto dei tartari
Finalmente dopo anni che ripensavo a questo pezzo del deserto dei tartari mi è venuta voglia di ricercarla e ho capito perchè mi era piaciuta così tanto, rispecchia molto bene certi miei pensieri in alcuni periodi che attraverso ogni tanto.
"Subentrò un silenzio immenso, nel quale più forte di prima navigava il brontolio di parole e di canto.
Finalmente Drogo capì e un lento brivido gli camminò nella schiena. Era l'acqua, era, una lontana cascata scrosciante giù per gli apicchi delle rupi vicine. Il vento che faceva oscillare il lunghissimo getto, il misterioso gioco degli echi, il diverso suono delle pietre percosse ne facevano una voce umana, la quale parlava parlava: parole della nostra vita, che si era sempre a un filo dal capire e invece mai.
Non era dunque il soldato che canterellava, non un uomo sensibile al freddo, alle punizioni e all'amore, ma la montagna ostile. Che triste sbaglio, pensò Drogo, forse tutto è così, crediamo che attorno ci siano creature simili a noi e invece non c'è che gelo, pietre che parlano una lingua straniera, stiamo per salutare l'amico ma il braccio ricade inerte, il sorriso si spegne, perchè ci accorgiamo di essere completamente soli.
Il vento batte contro lo speldido mantello dell'ufficiale e anche l'obra azzurra sulla neve si agita cone bandiera.
La sentinella sta immobile. La luna cammina cammina, lenta ma senza perdere un solo istante, impaziente dell'alba. Toc toc batte il cuore in petto a Giovanni Drogo."
"Subentrò un silenzio immenso, nel quale più forte di prima navigava il brontolio di parole e di canto.
Finalmente Drogo capì e un lento brivido gli camminò nella schiena. Era l'acqua, era, una lontana cascata scrosciante giù per gli apicchi delle rupi vicine. Il vento che faceva oscillare il lunghissimo getto, il misterioso gioco degli echi, il diverso suono delle pietre percosse ne facevano una voce umana, la quale parlava parlava: parole della nostra vita, che si era sempre a un filo dal capire e invece mai.
Non era dunque il soldato che canterellava, non un uomo sensibile al freddo, alle punizioni e all'amore, ma la montagna ostile. Che triste sbaglio, pensò Drogo, forse tutto è così, crediamo che attorno ci siano creature simili a noi e invece non c'è che gelo, pietre che parlano una lingua straniera, stiamo per salutare l'amico ma il braccio ricade inerte, il sorriso si spegne, perchè ci accorgiamo di essere completamente soli.
Il vento batte contro lo speldido mantello dell'ufficiale e anche l'obra azzurra sulla neve si agita cone bandiera.
La sentinella sta immobile. La luna cammina cammina, lenta ma senza perdere un solo istante, impaziente dell'alba. Toc toc batte il cuore in petto a Giovanni Drogo."
Tristezza
Eccomi di nuovo a scrivere su queste pagine dopo tanto.
Torno quì quasi sempre quando non sto bene, quando l'unica spiaggia che mi rimane è provare a lasciare i pensieri su una pagina sperando che abbandonino la mia mente. In questi giorni ho deciso di abbandonare il forum e quindi ancora più del solito sento il bisogno di lasciare traccia da qualche parte del contenuto della mia mente.
E' da una settimana e qualcosa che non sto per niente bene, sono scazzata, non ho voglia di fare nulla, ogni cosa mi pesa e mi manda in para, ma soprattutto questa settimana sto diventanto insofferente nei confronti del genere umano, non che sia una grande novità ma in questi giorni è peggio del solito, non sopporto stare tra la gente, mi da fastidio anche semplicemente il loro respirare, mi da fastido la gente che mi chiede le cose, un sacco di comportamenti delle persone mi lasciano male, sto diventando più permalosa e paranoica del solito.
Passo le ore a rimuginare su ogni sega mentale, mi sento sempre estremamente irritabile, fuori luogo, ridicola, nervosa e altre mille cose negative.
Non riesco ad uscire da questo circolo vizioso, mi sento spesso infinitamente triste sull'orlo del pianto, ma la cosa peggiore è che non ne comprendo il motivo e la causa.
L'unica cosa che vorrei sarebbe passare le giornate tra le braccia di Marco, ma sinceramente non so se nemmeno questo mi auterebbe.
Torno quì quasi sempre quando non sto bene, quando l'unica spiaggia che mi rimane è provare a lasciare i pensieri su una pagina sperando che abbandonino la mia mente. In questi giorni ho deciso di abbandonare il forum e quindi ancora più del solito sento il bisogno di lasciare traccia da qualche parte del contenuto della mia mente.
E' da una settimana e qualcosa che non sto per niente bene, sono scazzata, non ho voglia di fare nulla, ogni cosa mi pesa e mi manda in para, ma soprattutto questa settimana sto diventanto insofferente nei confronti del genere umano, non che sia una grande novità ma in questi giorni è peggio del solito, non sopporto stare tra la gente, mi da fastidio anche semplicemente il loro respirare, mi da fastido la gente che mi chiede le cose, un sacco di comportamenti delle persone mi lasciano male, sto diventando più permalosa e paranoica del solito.
Passo le ore a rimuginare su ogni sega mentale, mi sento sempre estremamente irritabile, fuori luogo, ridicola, nervosa e altre mille cose negative.
Non riesco ad uscire da questo circolo vizioso, mi sento spesso infinitamente triste sull'orlo del pianto, ma la cosa peggiore è che non ne comprendo il motivo e la causa.
L'unica cosa che vorrei sarebbe passare le giornate tra le braccia di Marco, ma sinceramente non so se nemmeno questo mi auterebbe.
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